Perché la dieta non funziona? | La Linea del Cibo

Agosto 10, 2018by Nunzia Tortorella0
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A tanti di voi sarà capitato di seguire una dieta nel modo più rigoroso possibile senza raggiungere i risultati desiderati. Sovente, dopo aver perso i primi chili, il dimagrimento rallenta o si interrompe. Altre volte la dieta non inizia proprio a funzionare. Vi sarete probabilmente imbattuti nel “blocco del metabolismo”.

La causa più comune è la mancanza di un’attività fisica regolare. E’ risaputo che mantenersi attivi aiuta a perdere peso ma, oltre al mero calcolo matematico tra le calorie introdotte e quelle consumate, bisogna anche considerare quale sia l’attività fisica più efficace ad indurre il dimagrimento. Esistono, infatti, programmi di allenamento in grado di stimolare le nostre centrali energetiche cellulari, ovvero i mitocondri, in modo tale che il nostro organismo bruci di più anche a riposo. A tale scopo sono da preferire allenamenti di breve durata ma elevata intensità, come ad esempio l’allenamento in sala pesi, rispetto a quelli prettamente aerobici.

Un altro fattore che alla lunga rallenta la perdita di peso è un apporto proteico costantemente basso, che si ripercuote negativamente sul metabolismo. Quando si intraprende un percorso di dimagrimento si devono diminuire le calorie totali, ma non l’apporto proteico che, anzi, dovrebbe essere leggermente aumentato. Ciò non si traduce nell’intraprendere diete iperproteiche o nel mangiare tutti i giorni carne: le proteine sono, infatti, contenute anche nei legumi (la carne dei poveri!), nella frutta secca, nei cereali ed ancora, proteine ad alto valore biologico le troviamo negli pseudocereali, come il grano saraceno e la quinoa.

Di contro, il metabolismo può rallentare ed il dimagrimento frenare anche a causa di diete iperproteiche ed ipoglucidiche, perseguite per molto tempo, che non abbiano previsto giorni o periodi con una quantità di carboidrati nettamente superiore. In questo caso anche quel tanto desiderato dolcetto della domenica può risultare utile.

Se invece il problema non è l’eccesso di peso ma la mal distribuzione del grasso corporeo (pancetta, fianchi larghi, ecc.) il dimagrimento in questi casi potrebbe essere controproducente. Per esempio, una donna che decide di dimagrire perché ha i fianchi larghi, se segue una dieta ipocalorica potrebbe perdere misure al seno e quasi niente ai fianchi. La soluzione in questi casi è la ricomposizione corporea da perseguire con l’ausilio di un nutrizionista e con allenamenti mirati.

Al di là di queste cause, a volte il dimagrimento si blocca, in quanto subentrano meccanismi ormonali volti a preservare l’omeostasi del corpo. Man mano che si dimagrisce, l’organismo attua delle strategie per limitare l’ulteriore perdita di peso. Il tessuto adiposo infatti è da considerarsi alla stregua di un organo per le numerose funzioni che svolge, da quella di riserva energetica a quella di protezione fino alla produzione di sostanze ad azione ormonale. E’ per impedire la perdita di questa risorsa così importante che il nostro corpo si setta per così dire in “modalità risparmio energetico”, il che si traduce in termini tecnici nel plateau del peso. Per smuovere più velocemente questa fase di stallo è necessario modificare le condizioni che hanno indotto questo adattamento, ad esempio adottando un piano nutrizionale diverso.

Infine esistono disequilibri ormonali per cui le persone vanno incontro ad un forte rallentamento del dimagrimento legati a sia patologie che a cattivo assestamento endocrino. Quest’ultimo è il caso delle tante donne che soffrono di sindrome da ovaio policistico e di quelle che si avvicinano alla menopausa, che vanno trattate con approcci alimentari specifici alla loro condizione.

Tra i problemi endocrini che più frequentemente rallentano il dimagrimento rientrano le disfunzioni della tiroide, l’organo chiave del nostro metabolismo. Al di là degli stati patologici conclamati, la tiroide può comunque essere più o meno attiva a seconda del nostro stato di salute e del nostro stile di vita.

Una persona sedentaria la cui alimentazione è basata su carboidrati raffinati e cibi industriali, risentirà di una tiroide poco funzionante: si sentirà costantemente affaticata, poco concentrata, soffrirà di ritenzione idrica.

In ultima analisi, vale la pena considerare il motivo più banale ed intuitivo per cui non si dimagrisce… ovvero perché si mangia più di quello che si brucia.

by Nunzia Tortorella

Dott.ssa Nunzia Tortorella - Biologo Nutrizionista. La mia missione è di aiutarti a vivere una vita più sana, piena di energia e di vitalità. Attraverso l’approccio scientifico ti fornirò gli strumenti per migliorare il tuo benessere generale, con l’ausilio di un’alimentazione equilibrata, naturale ed allo stesso tempo gratificante. Amo il mio lavoro e sarò felice di affiancarti nel tuo percorso di salute e benessere.


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